Grande successo della charter del club Lions di Monte Porzio Catone nella splendida cornice di Villa Falconieri in Frascati

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servizio a cura di Giuseppina Molinari

R o m a, 4 giugno 2018 – Nella splendida cornice di villa Falconieri13 in Frascati, sede dell’Accademia “Vivarium novum”, si è svolta in data di ieri, l’annuale charter del club Lions di Monte Porzio Catone cui hanno partecipato anche amici del club Lions di Velletri ed altre personalità lionistiche.

La charter ha avuto inizio con un cicerone d’eccezione nella persona del presidente dell’Accademia “Vivarium novum”, prof. Luigi Miraglia, che ha illustrato ai folti presenti, soci e non, le meravigliose stanze affrescate della villa (e di cui pubblichiamo alcune foto), suscitando, nei presenti, emozioni indescrivibili.

3Nel prosieguo della mattinata, il prof. Rino Caputo dell’università di Tor Vergata ha intrattenuto i2 presenti con una conferenza su “Dante nostro contemporaneo”, che ha riscosso un grande consenso e seguito con attenzione e partecipazione dal folto pubblico.

La cerimonia è proseguita con una serie di concerti tenuti dai ragazzi dell’Accademia “Vivarium Novum” in latino e greco, che ha riscosso numerosi e prolungati applausi e, alla fine, la charter si è conclusa con il consueto pranzo e degustazione dei vini offerti dall’azienda vitivinicola  “Antiche Casette”  di Mario Gori (mail: mario.gori@antiche-casette.it), che ha fatto degustare oltre al bianco “M”, anche il “Lilian” che è un vino che si ricava dai vigneti storici situati nei dintorni della Capitale e, dopo un’accurata scelta delle uve, nasce questo pregiato vino dall’aspetto elegante con un bouquet di aromi raffinati ed il cui vitigno è composto per l’80% di Montepulciano ed il 20% di sangiovese avente un grado alcolometrico di 13°. I soldi ricavati dal pranzo,  verranno interamente devoluti ad opere di beneficenza a cui ha fattivamente e generosamente, contribuito anche il prof. Luigi Miraglia presidente dell’Accademia.

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8E’ doveroso però, in questa sede, dare alcuni cenni sull’attività11 dell’Accademia “Vivarium novum”: l’Accademia, presieduta in maniera egregia dal prof. Luigi Miraglia, accoglie giovani borsisti provenienti da tutto il mondo e alcune volte da situazioni di precarietà e segnalati dalle migliori e famose università straniere, a cui viene fornita un’istruzione che non ha eguali. I giovani trascorrono le loro giornate dedicandosi allo studio che termina alle 21.30 ma, cosa più unica che rara nel panorama culturale, parlano e si esprimono solo ed esclusivamente in latino e greco. L’Accademia “Vivarium novum” infine, si finanzia anche con donazioni che provengono da privati cittadini e, a tal riguardo, chi volesse avere informazioni su come contribuire finanziariamente a questa nobile e benemerita Accademia, può inviare una mail a: patta@vivariumnovum.net

14In occasione della charter, il club Lions di Monte Porzio Catone avrebbe voluto nominare il prof.15 Luigi Miraglia, socio onorario ma, il presidente dell’Accademia, ha declinato l’invito facendo giungere al presidente del club Lions di Monte Porzio Catone, dott. Franco Santangeli, la seguente mail che pubblichiamo integralmente rispettando e condividendo, con rammarico, le sue osservazioni:

“Carissimo Presidente,

spero che tutti i preparativi per la giornata di domani siano a buon punto e che essa, come quella dell’anno scorso, possa rimanere nel ricordo come un momento di serenità e di costruttività programmatica per le tante ammirevoli iniziative che i Lions mettono in 19campo in un mondo sempre più orientato verso egoismi4 individualistici, sopraffazione dei più deboli da parte dei più forti incapaci d’orientare le loro energie verso progetti di pace e solidarietà, avare bramosie di ricchezze materiali, d’onori, di glorie effimere e caduche. Il motto dei Lions, che a dispetto del loro nome evocante potenza e sovranità, esprime la volontà di servire il bene, la giustizia, l’amore e la carità universale, risulta spontaneamente coniugato con gl’ideali della nostra Accademia, votata a promuovere e favorire, difendere e sostenere senza risparmio di forze ogni cosa che si riveli bella e vitale nel dispiegarsi della natura, nell’ordine interiore delle idee e sentimenti dei singoli, nei rapporti fra gli uomini tutti, affinché sempre e dovunque s’affermi e trionfi la suprema legge dell’armonia e dell’Amore. La ”forza della fratellanza”, l’imperativo “date pauperibus”, l’attenzione 5alla formazione e all’educazione dei giovani, l’esigenza di nutrire le anime d’una classe dirigente globale che dia all’umanità un futuro migliore dei caliginosi e incerti tempi che viviamo, la necessità d’una ricostruzione paziente del costume e dei principi morali come condicio sine qua non per la rinascita del mondo occidentale e un6 progresso degno di questo nome, la dignità dell’uomo come fondamento d’ogni azione son tutti motivi per rinsaldar sempre più l’alleanza fra l’Accademia “Vivarium novum” e il Lions club di Monte Porzio Catone.

Purtuttavia, proprio perché quest’alleanza sia più efficace e credibile, proprio per poter continuare senza che subentri in qualcuno il minimo sospetto d’un possibile “conflitto d’interessi”, proprio per offiire alla vostra opera ancora il nostro modesto aiuto e i nostri servigi, credo, come ho manifestato più volte nei nostri colloqui, che non sia davvero opportuno ch’io sia nominato socio, sia pur 10”onorario”, del Club, qualifica della quale voi con tanta benevolenza e generosità vorreste insignire me, che degno non ne sono affatto.

Il mio compito m’impone d’esser super partes,17 per poter collaborare con maggiore intensità ed efficacia, senza esporre l’azione libera e disinteressata a rischi di fraintendimenti da parte di possibili detrattori, che purtroppo, nell’ondeggiare delle passioni umane, non mancano mai quando si tenta di far qualcosa che vada un po’ oltre l’ordinario e la quotidiana routine intesa solo al raggiungimento di mete personali e individuali.

Io spero dal profondo dell’animo mio che questa mia posizione non venga intesa come un altezzoso e superbo disdegno o d’altèro vilipendio dell’onore grande che intendete conferirmi, che non poco mi lusinga e mi fa arrossire perché sento bene di non meritarlo per nulla; al contrario, la convinzione che sia meglio collaborare in maniera parallela e libera procede proprio dalla consapevolezza del peso e dell’importanza della carica che, con stima superiore ai miei meriti, dalla quale son confuso, vorreste con liberalità attribuirmi.18Da un lato, infatti, gl’impegni continui, pressanti, laceranti che mi schiacciano da più parti per portare avanti l’opera che mi sforzo in ogni modo di promuovere, il dovere di mantenere in maniera decorosa la Villa che lo Stato ha ritenuto d’affidare alle nostre cure, i rapporti internazionali che mi trascinano continuamente anche nelle più remote regioni della terra non mi darebbero né tempo, né modo di contribuire con serietà fattiva alle iniziative messe meritoriamente in campo dai Lions, e neppure, cosa che sarebbe davvero mia colpa e vergogna, semplicemente di partecipare alle riunioni che di volta in volta si terrebbero, con quel disdecoro tipico dei vanesi che prendono con ansia onori e glorie, ma non sanno poi sobbarcarsi dei corrispondenti oneri: in latino, lingua che sapete a me cara, il dono onorifico si dice munus, che vuol dir contemporaneamente “dignità”, “dono” e ”dovere”, “compito”; l’uno senza l’altro non è onesto, non è corretto, non è serio.

Dall’altro lato temo anche che un onore di questo tipo mi frenerebbe molto nei sia pur minimi aiuti collaborativi che potrei dare all’azione dei Lions nella mia veste di presidente dell’Accademia “Vivarium novum”, quali quelli che abbiamo già, seppur minimamente, tentato di offrire. 1Comprendete bene, infatti, che altro è collaborare per finalità comuni, altro esser parte integrante d’un Club, che sembrerebbe per. questo solo, almeno a occhi non cosi benevoli, favorito in qualche modo nei suoi programmi svolti di concerto con la nostra Accademia.

Penso dunque che, considerata bene la cosa, sia meglio soprassedere e continuare così, senza offrire il fianco a critiche e senza il peso morale d’un mancato officium, a collaborare fattivamente e concretamente per realizzare quel po’ di bene che riusciamo a seminare.

Confidando che comprendiate bene le mie motivazioni e ribadendo la volontà di collaborazione attiva per tutto quel ch’è in nostro potere di fare, grato sempre nell’animo per la vostra benevola stima, e attendendo d’incontrarvi domani per celebrare insieme una festa di condivisione ideale, v’invio i miei saluti più cordiali, uniti a un augurio d’ogni bene.

Luigi Miraglia”.

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