Architerica, il contatto, il recupero e la tutela delle identità universali

Rettore dell’Istituto Superiore Italiano delle Scienze Architettoniche, artefice ed autore del Movimento di Pensiero e dell’ Idea Progettuale Architerica, Coordinatore dell’Università Popolare Magna Carta Roma, l’Architetto Carmia De Ninnis sceglie di vivere, operare e creare in Italia.

Dopo una adolescenza, vissuta fra Sperimentazioni Artistiche e Teatro, consegue presso la “Sapienza” di Roma la laurea in Architettura, l’approfondimento e la ricerca la portano senza indugio a continuare i suoi studi in Inghilterra e successivamente in India. Dopo la laurea in architettura alla “Sapienza” di Roma approfondisce ed accresce  studi e  ricerca  in Inghilterra ed in India. Il bagaglio culturale acquisito in Oriente ed Occidente le  consente di sviluppare risultati estetici di rarefatte elaborazioni che coniugano i segni distintivi di due opposte filosofie di vita.   Le radici nell’origine e nel passato di due differenti realtà e modus vivendi  le  faranno poi prediligere il benessere abitativo sulla struttura architettonica: con la ricerca personalizzata degli ambienti, dei materiali, dei colori e delle forme riesce a destrutturare la fisica di un’abitazione con interventi estetici ed etici. Affianca alla sua consueta attività professionale un interesse cognitivo nel campo  psicologico a beneficio della collettività. I suoi elaborati pittorici,  estensibili anche ad oggetti ed arredi obsoleti, mostrano un nuovo modo di comunicare emozione artistica e diffondere benessere personalizzato anche agli estimatori più esigenti.  Dal 1986 si dedica al recupero architettonico e alle  ristrutturazioni in ambito privato.

La costante attenzione ai cambiamenti, alle innovazioni settoriali le consentono di essere un punto di riferimento per la progettazione in contesti di prestigio che emanano eleganza,  raffinatezza, lusso e ricerca del dettaglio anche dopo decenni.

La sua equipe è composta da varie figure professionali fra cui un Biologo, un Ingegnere Informatico, un’esperta di Estetica Letteraria e da alcuni competenti Artigiani. Questa continua interazione le consente di abbracciare i molti e complessi campi del sapere per poter operare con professionalità innovativa e  multidisciplinare.

Architerica nasce dal confronto di due diversi  approcci e modus operandi, dove architettura e biologia si fondono, unendo  conoscenze della nostra cultura occidentale  con antichi studi della cultura vedica per dare una visone globale che recupera antiche conoscenze con cui rientriamo in contatto per potenziare il nostro ambiente attraverso la tutela e  l’uso dei colori, dei simboli e delle direzioni usando la geometria quindi le forme con un uso consapevole di ciò che la semantica ci india e condiziona.

Architerica è una corrente di pensiero filosofico artistico ed architettonico, basata sull’assunto che l’ambiente interagisce con l’essere vivente in un interscambio energetico creando le condizioni nella quale, la persona può trarne un  benessere psicofisico che si attua non solo negli ambienti abitativi ma dovrebbe essere applicabile in ogni contesto in cui l’essere umano vive e lavora. Per ottenere un risultato di confort e benessere oggigiorno si ricorre a numerosi parametri di illuminotecnica, acustica, climatizzazione.

Parametri importanti sotto l’aspetto tecnico ma che tralasciano completamente altri accorgimenti più accurati e non meno importanti. Bisogna innanzitutto relazionare sempre i luoghi alle persone che ci vivono capendo perfettamente le loro esigenze, ricorrendo ad un attenta analisi caratteriale ed alchemica per meglio capire i colori le forme e gli orientamenti più adatti a chi vive o lavora in quei luoghi.

Ovviamente quando si parla di ambienti lavorativi l’analisi può essere svolto si di un gruppo; solitamente il gruppo dirigenziale, soggetto a più stress e quindi più sensibile a questo tipo di accorgimenti.

Le case ed i fabbricati in genere vengono intesi come luoghi armonici, ed un prolungamento di noi stessi.

Nel pensiero architerico  questa estensione dello spazio esterno viene definito come la terza pelle dell’uomo, l’abito viene considerato la seconda pelle. I due strati esterni devono essere totalmente sintonizzato alla personalità di chi vi abita unita al rispetto della territorialità, associando tradizione personalizzazione e modernità.

L’idea del restyling associata al lusso etico e la nuova frontiera per abbattere il consumismo sfrenato che ci obbliga ad una bassa qualità imponendoci un eccesso di cose superflue e standardizzate.

Il concetto del recupero a nuova vita di cose che spesso hanno un valore non solo economico ma anche affettivo può portarci come da un po’ di tempo a questa parte si cerca di fare ad un maggiore rispetto per le realtà oggettive e l’ambiente ricreando dal vecchio ed obsoleto, qualcosa di caratterizzato ed unico.

Applicando questo concetto alla ricerca dell’elemento sofisticato unico ed elegante si riscopre l’utilizzo di vecchie tecniche associate a nuovi materiali e viceversa.

Stabilendo una sinergia tra materiale colore nuove forme e nuove direzioni di collocazione dei mobili e degli ambienti, facendo rinascere con diverse strategie una nuova qualità abitativa e creando una maggiore attenzione alla ricercata personalizzazione dell’ambiente.

Unendo le antiche conoscenze della di geomanzia alle nuove di geobiologia, che suppone come la terra sia circondata da numerose griglie elettromagnetiche, di diversa trama e grandezza con diverso orientamento e diversa intensità.

Il termine geobiologia rimanda alla conoscenza del rapporto delle influenze dei campi elettromagnetici dei luoghi sugli esseri viventi intesi nelle varie manifestazioni e forme. Lo studio comparato della visione occidentale con quella orientale approda ad una nuova teoria che va oltre la geomanzia e che si  sintetizzata in questa nuova corrente di pensiero Architerica.

Secondo Marco Vitruvio Pollione architetto e scrittore romano, vissuto nel primo secolo a.C. sosteneva che la professione dell’architetto  ed  aggiungo io anche gli ingegnere perchè all’epoca non esistevano, richiede una preparazione in tutti i campi del sapere.

Nel “De Architectura” scrive così: “Gli architetti che la natura ha dotato di ingegno, acume, memoria per poter conoscere profondamente la geometria, l’astrologia, la musica e le altre discipline, vanno al di là dei loro compiti e sono paragonabili ai matematici.”

Questo per sottolineare il fatto che già Vitruvio sottolineava importanza di una mente aperta ed elastica sempre pronta alla risoluzione di problemi che spaziano dal pratico all’estetico e al filosofico.

La costruzione di spazi in perfetta armonia con le esigenze di chi  li andrà ad abitare, crea un benessere non solo esteriore ma principalmente interiore che si trasforma in armonia. In una società in cui il benessere viene posto nelle prime posizioni perché viviamo con ritmi spasmodici, alimentazione alterata, inquinamento in vari ambiti e potrei continuare a fare un lungo elenco di cose che già sappiamo. Ecco la necessità di tornare a casa in un luogo atto a ricaricarci per meglio affrontare il nostro complesso stile di vita.

Creando un ambiente dove il libero fluire dell’energia uomo-habitat produca piacere, in modo da poter restituire all’organismo umano in  naturale senso di energia.

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